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16 novembre 2009 - Perchè mi ricandido      (di Ambrogio Verpelli)

Cari soci,

Sono uno di voi da oltre quaranta anni e posso dire di aver conosciuto tutte le gestioni che si sono avvicendate nella direzione della nostra società.

Una cosa però, vorrei dire.

Sono letteralmente stanco di promesse inevase, sofferenze e lotte intestine all'interno di quella che considero la mia seconda casa.

Questa società deve progredire e non viceversa regredire per mano di coloro che sono sempre pronti a danneggiarsi e a farsi torto l'un l'altro. Da quando ho deciso di scendere in campo con il mio progetto di rinnovamento e di ricollocamento della questione morale al centro della vita della SAS, mi sono accorto, con immenso piacere, della nascita di forze nuove, di persone che sino ad oggi hanno vissuto nell'ombra e nel silenzio. Proprio a questi ultimi, al socio comune, ordinario, all'appassionato, mi sento vicino più che mai. A coloro che a causa d'inutili timori reverenziali hanno sacrificato il proprio potenziale associativo ed il proprio valore cinotecnico va il mio personale plauso ed andrà il mio impegno maggiore.

L'esperienza di questi anni, soprattutto degli ultimi due, trascorsi in qualità di Presidente, mi hanno insegnato a capire una cosa molto importante, ossia, la necessità di avere un Consiglio Nazionale coeso e costituito da gente nuova, giovane e di indubbia moralità!

Da aspirante Presidente SAS ho pur sempre una grande speranza nel mio cuore, quella di riportare moralità e soprattutto libertà di pensiero, all'interno della SAS.

La SAS è sempre stata costituita da bravissime persone, troppo spesso, però, è stata gestita da affaristi senza scrupoli!

Dico basta alle logiche dubbie e poche chiare, agli interessi personali ed ai favoritismi. Questo sapete perché lo posso affermare a testa alta?
Perché d'interessi economici, nel campo della cinofilia, non ne ho mai avuti e mai ne avrò!

Solo e sempre passione.

A riprova di ciò e della mia buona fede cito l'esperienza del Consiglio del 2007, quando ho chiesto direttamente a voi soci di indicarmi i nominativi dei Consiglieri che avrebbero affiancato la mia gestione

Ritengo sia stato un gesto profondamente democratico e gradito a tanti, purtroppo, però, poco efficace. Infatti, alcuni dei Consiglieri così nominati, non solo hanno voltato le spalle al sottoscritto, bensì, hanno disatteso all'impegno più importante, in altre parole, quello del mandato da voi conferito.

Diceva Clement Richard Attlee:.. democrazia significa governo fondato sulla discussione, ma funziona soltanto se si riesce a far smettere la gente di discutere…".

Ora, girando per le Sezioni, continuo a chiedere consigli alle migliaia di persone che incontro settimanalmente. Continuo a chiedere quali possano essere i futuri consiglieri; però, questa volta, pretendo di conoscerli personalmente.
Chi sono, le loro idee e soprattutto se hanno, nel loro "DNA", la voglia di rappresentarvi. Voglia, questa, che troppo spesso viene a mancare una volta conquistata la "poltrona".

Diffidate da chi mi accusa di non aver fatto nulla per la SAS in questi 2 anni, perché sono le stesse persone che durante il mio mandato hanno abilmente reso impossibile la mia gestione. Il tutto all'insegna non di un'opposizione costruttiva e nobile, bensì, in nome del pretesto, del caos.
Non si tratta di demagogia elettorale, i miei errori li ammetto e sono pronto a riconoscerli sempre e ovunque. Certamente non a ripeterli.

Largo ai giovani, largo alle nuove idee, largo alla correttezza e alla moralità, in tutti i suoi aspetti.


Mandiamo a casa tutti questi vecchi baroni e ripristiniamo i corsi, l'insegnamento, la divulgazione. Innalziamo il livello tecnico-scientifico della nostra rivista e ridiamo finalmente la SAS ai propri soci. Facciamo sparire quelle cattive abitudini in cui si vedevano alcuni Giudici non più liberi di autodeterminarsi durante il loro operato, bensì agivano per imposizioni ricevute.

Non dobbiamo dimenticare che i Giudici sono e devono assolutamente rimanere i massimi esperti della nostra razza, i quali, congiuntamente ai referenti di settore hanno l'impegno morale di dettare le linee guida dell'allevamento e dell'addestramento.

Sarà necessario rimettere mano per intero allo Statuto, oramai vecchio e "stanco"…proprio come chi l'ha scritto.
Si, perché il nostro statuto è nato vecchio!

Questo non vuole essere un programma, che mi accingerò a pubblicare entro breve, sono semplicemente alcune considerazioni scritte di pugno in grado di farmi sentire il più vicino a voi.

Votatemi e la mia presenza alla SAS vi garantirà la restituzione di ciò che, scusate il gioco di parole, …. ci appartiene!

Con affetto Ambrogio Verpelli